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Addio (Goodbye)

I giorni in cui chiedevo che tu non mi lasciassi mai
perché era tanto il bisogno di te.
Credere di non poterne fare a meno.
e ora che ti perdo e
che i ricordi si allontanano,
posso dirti addio.
Conserverò per sempre il nostro amore
e quei ricordi,
sognando che ritornino
un'altra volta ancora.
(Carmen De Rosas)

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Fuori dalla tua porta (Outside your door)

Avverto il confine sottile che si disperde
tra i miei 1000 modi di essere.
Provo ad ascoltare
i suoni che mi scuotono,
sollevando il capo per baciare un
raggio di luna che limpido si posa sulla
punta della lingua.
Guardo le tue parole muoversi e
confondersi lungo i vetri e
le scompongo con la punta delle dita.
Forse tutte le volte che non ti va,
tutte le volte che non puoi,
tutte le volte che i tuoi rifiuti hanno lo stesso sapore
di una chiusura,
potresti provare a chiedermi di restare,
per non capire mai la grandezza
del mio desiderio.
Forse tutte le volte che dici
"non mi piace"
dovresti gustarlo come fosse l'ultima aurora.
Sento il tuo respiro colare candido
sulle porte che chiudono fuori
il mio bisogno di te,
sempre incerto come
le poche notti trascorse davvero sotto
lo stesso cielo.
(Claudio Cinnella)

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Memorie di cristallo

Arcane illusioni
rievocano disfatte e lacrime.
Lascia che consoli
questo mio tramonto.
Forse è solo un'impossibile trafelata esistenza
e rivive in ardenti memorie.
Parole che danzano tra
amori condannati e smarriti,
privi di ombra e senza identità,
come la notte indolente che
il mio volto ha disperso,
ma le urla del tempo
più non posso capire.
Questa finzione và
come un vile apparente sorriso,
beffeggiato da crudeli quotidianità.
Troppo vicino al precipizio
pendono brillanti i tuoi sguardi,
che tanto ammirevoli esprimono
giochi di vanità.
(Claudio Contessa)

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Sempre morte acque nuove (Ever dead new waters)

Penso di ricercare troppe cose
e non so se sia giusto
rivoltarti per
trovare tutto ciò di cui ho bisogno.
Penso di non avere il diritto di farlo e
di costringerti a guardarmi mesta, come
se non capissi ciò che voglio.
Penso che sarebbe giusto
non legarti a me o
illuderti tanto profondamente.
Sei la persona giusta in
sempre morte acque nuove
che non portano mai da nessuna parte,
ma ora non percepisco troppo per dimenticare.
Temo di sentirmi isterico
come solo la noia fa sentire,
un bugiardo ingordo delle proprie bugie.
(Claudio Cinnella)

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Mormorano (Babble)

Sapevo che sarebbe finita così,
senza forza
per provare ad esprimere
la gravità della mia monotonia.
Mi sono raccolto come polvere
sotto un tappeto conturbante
avvolto sul mio unico destino originario e
senza volerlo
ho perso il controllo delle
concessioni impure,
fibrillandoci accanto in
modo incosciente.
Comprimendo le piaghe odorose della lingua,
vorrei poter radunare le parole
secondo un ordine nuovo,
ma mi è difficile
dimenticare con chiarezza
il velenoso strisciare della
mia esistenza.
(Claudio Cinnella)

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Angeli in fiamme

Angeli in fiamme
dai veli bianchi di dolore,
puniti dallo spavento,
sono stati creati dalla mia immaginazione.
Sotto un cielo di vetro
il silenzio non ha colore
ma lo vedo già steso, è condannato
al più lussuoso e cadenzato sonno.
Attendo un nuovo giorno
privo di vita,
attendo un nuovo giorno
con ritmi di vendetta,
come riflettori che si accendono e
rulli di tamburi che annuncianov suoni spietati e duri
di questo triste giorno,
soffocato dalle mie lacrime.
(Claudio Contessa)

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Sottovoce (In whisper)

Ci sarà un perché ti
ho scritto a lungo
delle mie solitudini.
Permettimi solo
di girare dall'altra parte e giocare
con le lacrime,
viola come crini di cavalli scuri.
Non chiedere perché
devo scendere così in basso
senza guardarti,
non posso avvertire
ciò che il tempo ha addormentato
sotto i battiti del cuore e
non pensare che mi piaccia giacere sotto
cenere ossidata.
Ci sarà un perché ti
ho scritto a lungo
di sogni iridati sotto nuvole isolate.
Non intendermi come cera rappresa
sui tuoi passi.
Provaci, provaci e sentirò
come cenere iridata
sparsa su colori ghiacciati.
Provaci come quando ballavi
sulla punta del mio sorriso.
Provaci e dimentica
tutto ciò che ti ho scritto.
(Claudio Cinnella)

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Controluce (Against the light)

Credi di aver vinto?
In fondo sarebbe così,
se sapessi spiegarmi perché
corro a perdifiato verso la morte.
Posso pagare la tua compagnia,
ne sono certo,
ma può bastare
cadere insieme guardando
il cielo al contrario
senza mai toccarlo?
Capisco tu cerchi in me
confini che mi affretto a bruciare,
perché mi voglia ancora con occhi di sfida.
Nasconditi pure tra maschere di carne,
la mia voglia di te
ti inseguirà in bolle di sapone
troppo pesanti per poter volare.
Così sarà tutte le volte che
non capirò il senso dei miei addii,
pur volendolo.
Addii.
(Claudio Cinnella)

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.Da qualche parte sotto il mare (.Somewhere under the sea)

Non c'è più nulla da fare qui,
se non continuare a girare in tondo
sotto abissi
che si spandono lentamente.
Gli ultimi eccitanti inganni
si sono appena mescolati
all'intreccio di bugie,
oscuro come la percezione di
terre ingrate,
avare di nuove promesse.
Il profumo della carne
mi riporta ad ambizioni interrotte e
ad un'opaca brillantezza,
muto rimprovero alle mie provate catene.
Le parole ritrovano slancio
nella pastosità delle riscoperte notti più lunghe,
sparse come colori incustoditi.
(Claudio Cinnella)

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Marea crescente (Rising tide)

Aria di pioggia stanotte,
mentre l’ultimo drink scende pesante
come la nebbia.
Ti parlo e ti sento più vicina…
“ Solitudine”, ti ho detto,
questo è quello che provo,
questo ciò che sento.
Perché non posso avvertire quanto
bene mi vuoi?
E la pioggia inizia a cadere
sulla mia pelle vecchia.
A volte ti immagino come
mai potrei…
Tutto è rimasto indietro e
così lo respingo.
Tutto è troppo vecchio.

(Claudio Cinnella)

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Dubbio (Doubt)

Verità perse nel tempo
non valgono a spiegare il perché della
mia sofferenza,
sottile e chiara come il dubbio.
La dolcezza dei miei silenzi
si sta allungando, lasciandomi un
breve gusto amaro.
Perse nel tempo,
verità perse nel tempo,
perse nel tempo lungo i
sentieri dei nostri inganni,
trasparenti come il tramonto della
mia tristezza.

(Claudio Cinnella)

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Illusione eterna (Eternal Illusion)

Ascolta il mio lamento.
Niente. Tutto finisce.
Per un momento
ho guardato il cielo e
le nuvole si sono fermate
lasciando scendere lacrime sul mio viso.
Il tempo è finito.
Non si può tornare indietro.
Nel vento sento riecheggiare…
… porta via le mie lacrime,
lontano il suono si fa più forte.
Chiudi i tuoi occhi,
potrei vedere la mia illusione eterna.
Non voglio andare avanti,
il silenzio è profondo e
tutto è tutto così troppo alto.
… Ed io sono così piccola.

(Carmen De Rosas)

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Verso casa (Homecoming)

I suoni trafiggono le mie orecchie.
La musica, lenta, scioglie le mie passioni e
la notte accompagna le
nostre solitudini.
Vicini culliamo la Nostra solitudine,
cercando di dimenticare il silenzio dei
nostri cuori.
La brina della notte scende profonda nella
mia anima e
capisco di essere di nuovo a casa.

(Claudio Cinnella)

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Ondate di solitudine (Waves of loneliness)

Solo ora capisco come
possano far male le parole e
non importa che sia tu a pronunciarle…
Tutto ciò che voglio
è sentire sanguinare le vecchie ferite,
macchiate da…
Se solo avessi saputo restare solo,
ora non cercherei la
mia felicità nella tua.
Se i tuoi occhi potessero fermarmi
forse mi fermerei,
per dimenticare tutte le volte che,
sconfitto, mi hai abbracciato.
Perché dovrei prendermi cura del
tuo sangue, come so che vorresti?
Quando tutto sarà giallo,
sentirò ancora quello odore
triste come il ricordo delle nostre illusioni e
freddo come la fine e
sarà troppo tardi per cercare in me
la tua felicità.
Se solo avessi saputo restare sola,
ora non cercheresti la
tua felicità nella mia.

(Claudio Cinnella)

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I lunghi anni (The long years)

Tra rovine marcescenti
scorre sabbia rossa in
un silenzio lunare illuminato da
un chiarore ambrato.
Pioggia, pioggia cade lentamente,
la pioggia cade uguale,
pioggia sulle nostre rovine,
lavando un dolore acuto che
confluisce in rivoli, torrenti, fiumi e
che cresce come un urlo solitario,
percorrendo distese disabitate e placide
ingoiate lentamente dal
deserto della nostra vanità.

(Claudio Cinnella)

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Luna vellutata (Velvet moon)

Inutilmente ho sepolto
nell’immensità del cielo
quella luce…
Pietra dopo pietra
per soffocarne il potere.
La stessa luce che per brevi istanti
ha bruciato di passione
ogni mio languido sguardo ed
illuminato fra le stelle
attraverso una finestra
le profonde tenebre dell’animo mio spento.
In alto ho lanciato
un tappeto di autunnali foglie
freschi e profumati petali di purpuree rose
per offuscarne delicatamente
il più timido spiraglio.
La stessa luce che
in quelle notti di estate
placava e vegliava
il mio tormentato sonno
cullandomi e carezzandomi
con vellutate e fresche mani bianche.
Ho provato ad intrappolare questa luce dai lunghi e biondi capelli
in un intreccio di chiaroscurali trame
dipingendo a fredde tinte
mentre lei dormiva
l’opalino cielo
con folli e disperati fregi di bugie e
merlettati ghirigori di rassegnata tristezza.
Oh mia dolce luna perduta,
donami un istante ancora della tua luce
della tua voce
del tuo etereo canto,
inebria il mio respiro
del soffio tuo di gelsomini in fiore
trasportato dalla brezza salata
di questa notte incantata.
Posa per una volta ancora
le labbra tue sulle mie e
fra dolci note d’arpa
pizzicate da sottili ed angeliche dita
leva a te, mia luna,
l’anima mia per l’eterno…
Tutto ciò che questa notte desidero
è un vellutato bacio di luce
dalle tue labbra.

(Gianluca Altamura)

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Dimenticàti

Ombra nascosta,
cieca e dannata,
chiusa in sé nella notte fiorita
schiava di un sogno eterno
e chiusa in una preghiera d’addio.
Brucia dentro
questa ultima ora,
smarrita nella tua falsa coscienza;
lucida, perversamente fredda,
trapassando una parte di me.
Canterò al cuore di un giorno sperduto
la sua catena, le sue ceneri
tra passate deserte stagioni d’amore
la sua catena, le sue ceneri.
Ricordi filtrati in istanti di vuoto,
confusi e rinati da un oscuro remoto.
(Claudio Contessa)

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Annegato… (Drowned…)

Musica e sesso…
Il volto oppresso sul
marmo del pavimento,
soffice come…
Voci, voci.
Solo voci.
Pare che qualcuno sia morto
lasciando l’odore acre della
solitudine.

(Claudio Cinnella)

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Nella gola dell’infinito (In the throat of the unbounded)

Mi porgo a te come
mano nascosta tra le pieghe della notte.
E le luci corrono uguali
sui binari deformi che conducono
al mare, tagliando
la volta della notte in
profonde e dolorose gallerie che,
pronte ad ingoiarci,
si richiudono senza vita sul
nostro destino che fugge ignoto
lungo gli stretti binari della vita:
nessuna luce internamente,
nessuna luce esternamente,
notte che si ricongiunge alla notte,
che da tempo ha sepolto la luna in
una culla di nubi, abbandonata nello
stanzino del tempo che
stilla acido sui nostri occhi stanchi.

(Claudio Cinnella)

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Silenzio (Silence)

Così, piccolo padre,
il tempo è trascorso
strappando le nostre strade.
Il silenzio si è arrampicato sui
nostri cuori e
polvere è trasportata nelle
nostre anime da
un vento freddo e forte.
Il dolore della morte sembra così lontano,
irreale…
Così, piccolo padre,
il tempo trascorre e
la morte ti accarezzerà, dolce sconosciuto.
Il silenzio si è arrampicato sui
nostri cuori e
polvere è trasportata nelle
nostre anime da
un vento freddo e forte.
Per sempre.

(Claudio Cinnella)

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Polvere

Il tempo passa e la luna balla.
La terra piange ed il sole muore.
La sera non ha stelle e
il corpo diventa cenere,
scompare nell'universo ed
il giorno è diviso,
diviso in frammenti di polvere.
E un colpo di fulmine
illumina i volti nascosti dalle siepi ed
il giorno è diviso,
è diviso in frammenti di polvere.
(Claudio Contessa)

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Non svegliatemi (Don’t wake me up)

Alla fine del viaggio
mi sento così debole, stanco…
Vorrei piangere e
mi sento ancora più confuso.
Come un acrobata
procedo in bilico tra mille verità.
Alla fine del viaggio
avrei voluto chiudere gli occhi e
sognare.
Mille occhi mi guardano aspettando di
sentirsi dire la loro verità.
In me nessuna certezza.
Alla fine del viaggio
sono pronto ad intraprenderne uno
ancora più lungo.
Non-ritorno.
Luci lontane mi attendono.
Luci lontane mi chiamano.
Non svegliatemi più.
Non svegliatemi più.
Non svegliatemi più.
Non svegliatemi.

(Claudio Cinnella)

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I sommersi e i salvati (The submerged and the saved)

I sommersi e i salvati (The submerged and the saved)
Nulla cambia,
nulla è destinato a cambiare.
Voci spente stridono nel vento…
Smorto e vuoto
striscio lungo i minuti infiniti che
si susseguono muti in
tempi che non esistono.
Solo, immerso nell’umido catino del tempo,
sotto un cielo che scorre falso,
sempre uguale,
schiantandosi contro montagne fredde e
millenarie,
mute ed eterne…
Tutto scorre nelle mie vene in
modo misterioso e programmato,
tutto corre verso il nulla che
mi avvolge tiepidamente stritolando ricordi
crollati ed abbandonati in
notti serene e tristi.
Tutto è spezzato come
polvere abbandonata al vento,
figlia sacra ed antica di ciò che non esiste più.
Notte, notte alta ed immobile porta con sé
frammenti di morte nascosti in una vuota luna,
infranta e cadente.
Ed una sensazione di immobilità
mi fa sua come gelatina che imprigiona
una terra screpolata e riarsa.
La mia ninna-nanna suona morbida ed eterna,
accompagnandomi in un mondo
senza né vita né stelle.
Smorto e vuoto,
vuoto e solo in una
notte alta ed immobile che porta con sé
frammenti di morte nascosti in una vuota luna,
infranta e cadente.

(Claudio Cinnella)

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Notti eterne (Eternal nights)

Pioggia senza incanto,
avvolta da luci oscillanti che
si perdono nel vuoto, lontane…
E la notte, gelida,
mi si stringe attorno spegnendo le
ultime luci del mattino in
un soffio vitale che, tiepido,
accarezza il mio volto per un istante
prima di riaprire gli occhi su
di una notte eterna.
Il crepuscolo disegna le prime ombre della
sera, in un mondo fuori dal tempo,
in un giorno sospeso nel candore perduto ed oppresso.
I ricordi mi osservano freddi come
una costellazione in viaggio,
perduta nell’infinito, mentre li guardo
insensibile senza riconoscermi.
Quante notti ho attraversato sospeso nel vuoto,
in equilibrio su un tappeto di stelle,
respirando incerto il mio destino,
inodore e tagliente?
Quante notti devo attraversare
guardando dolorosamente ricordi dimenticati che,
freddi e superbi,
mi osservano come una costellazione
deplorante e muta che mi ruota intorno?
Pioggia cadrà su di me, come
cenere bagnata,
per restituire il tutto al nulla.

(Claudio Cinnella)

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Galleggiando nel nulla (Floating into nothing)

Sotto un cielo che
si accende e si spegne a comando
nulla ha più importanza,
nulla ha importanza e
l’acqua corre, corre su sé stessa,
scura e spumosa,
abbracciandosi in gorghi profondi che
cercano resti nel proprio ventre da
defecare alla terra,
immenso cimitero danzante nel nulla,
strozzato da un cielo che
si accende e si spegne a comando.
Ma nulla ha più importanza,
nulla ha importanza,
nulla ha…
nulla…

(Claudio Cinnella)

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Angelo nello specchio (Angel in the mirror)

Pallido il tramonto,
lento si spegne nel mio cuore.
Indefinite, contorte, tristi
le sagome di questo paesaggio irreale
soffocato dalle mie lacrime.
Nello specchio i tuoi occhi,
occhi di angelo,
come tizzoni ardenti
il ghiaccio impietrito nel mio animo dissolvono.
Oh mio nero angelo,
posso ora toccare il tuo viso,
respirare il tuo profumo,
ascoltare l’eco della tua voce,
sussurrare parole segrete che,
come onde di velluto,
in punta di piedi e devoto silenzio
al sonno della notte ed alle sue ombre
si vanno ad infrangere.
Salve mia luna
che dalle tinte color pastello,
incerta e soave, ti levi osservandomi.
Suona la tua arpa con le dita del vento,
culla il mio pianto, specchiati anche tu questa notte
nelle purpuree e sopite mie lacrime
dall’ovattato canto.
Oh mio dolce angelo,
puoi avvertire la mia disperazione
scivolare nell’aria,
trasportata dal vento?
Stringi una volta ancora le mie mani,
bevi delle mie lacrime tradite.
Nello specchio i tuoi occhi,
occhi di angelo,
come tizzoni ardenti
il ghiaccio impietrito dei miei occhi dissolvono.

(Gianluca Altamura)

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Parole segrete (Secret words)

Strumentale

(Gianluca Altamura)

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Il tempo scorre (Time fades away)

Tutto questo è passato ed
io ne ho cancellato l’emozione:
ricordi come immagini
proiettate da molto lontano.
Nessun suono, nessuno odore…
Stanze semibuie che
non rivedrò mai più.
Tutto è trascorso senza che
potessi trattenerlo.
Guardo il cielo pensando alla
fine dei miei giorni:
vorrei diventare una stella
per fissare sul mondo
i miei occhi opachi e freddi.
(Claudio Cinnella)

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Terra umida (Wet ground)

Dove sei andato?
Così lontano!
Vorrei conoscerlo anch’io
per lasciarci il mio cuore,
prima che dalle sue ferite ogni goccia
sia persa per sempre.
Vorrei addormentarmi e nel silenzio
entrare nei (tuoi) sogni
per non uscirne mai più.
Vorrei provocarti un dolore grande
per leccare bramosa le tue piaghe,
sentirne il sapore e mescolarne
l’essenza dentro di me.
Pensieri segreti che
nessuno saprà mai.
Continueranno a correre caotici ed
impazienti nella testa,
mentre il desiderio dilanierà il mio corpo.
Stanco e freddo…
Il freddo della terra umida.
(Carmen De Rosas)

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Morte a settembre

Silenziosa ti ha sopraffatta e
Ti ha portata via….via da me.
L’infinito sembrava appartenerci,
Nulla per noi era impossibile:
Insieme eravamo l’essenza
Ora sono solo
Ora tu sei sola….
Sento ancora il tuo delicato profumo.
Un profumo di loto che
Mi sconvolge i sensi,
Accarezzo il tuo viso immerso fra l’edera settembrina
Vellutato e candido come un tempo ma
Freddo e marmoreo come mai prima.
Conservi ancora il tuo dolce sorriso che
Silenzioso e lapideo
Si staglia sinuoso nel vento, accarezzando la gelida notte che
Lenta ed amara
Ci immerge fra le sue silenziose ali stellate,
Presto apparterrai a lei.
Bacio i tuoi aridi seni,
Le tue labbra di ghiaccio tagliente, io
Ti sto amando….ancora una volta,
L’ultima volta.
Brividi di non rassegnata passione percorrono il mio corpo
Come morbosa linfa, il mio calore
Si diffonde nelle tue membra,
Vorresti dirmelo ed
Io vorrei sentirlo sussurrare
Come un tempo, ricordi?
Vorrei fermare la notte,
Questa notte un tempo complice
Ora spietata nemica.
Essa si riflette danzante e ghignante nei tuoi occhi spenti,
Ti sta portando via….via da me!

(Gianluca Altamura)

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Vagiti di tristezza (Weep of sadness)

Escono lentamente dalla nebbia
appena illuminati da
una luna fioca.
I fantasmi della mia anima
si aggirano spaventosi intorno al
mio cuore.
Vagiti di tristezza rompono il silenzio.
Vagiti di tristezza attraverso l’oscurità.
Vagiti di tristezza rompono il silenzio.
Il segreto è scoperto.
Occhi immobili insensibili
emergono da una palude buia,
mentre uomini di fango
si aggirano sulla riva.
Vagiti di tristezza rompono il silenzio.
Vagiti di tristezza attraverso l’oscurità.
Vagiti di tristezza rompono il silenzio.
Il segreto è scoperto.

(Claudio Cinnella)

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Rivelazioni

La mia mente rimossa da
Questo luogo sconosciuto a noi
Mi concede a te, specchio a
Specchio fra i nostri corpi.
Più a nulla serviranno cenere e
Sanguinante poesia, più a nulla
Dirò con soffocante voce, mentre
Lacrima cristallina nasce e muore
Sotto i miei occhi.
Dietro queste acque insane
Desidero esserlo, voglio davvero
Essere parte di rivelazione.
Non più eco sperduta a
Sorte ma solo noia perfetta resa a
Te da irriverente lamento.
Una lunga attesa placata dal
Silenzio resta come impronta perenne,
Abbandonata innanzi al
Tuo vizioso altare.

(Claudio Contessa)

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Ultima agonia (Last agony)

Strumentale
(Maria Teresa Ciervo)



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